La motocicletta elettrica che mette d'accordo biker incalliti ed ecologisti

18.06.2018

Da Schindler sostegno a un progetto innovativo del PF di Zurigo: le esperienze raccolte potrebbero aiutare a incrementare l'efficienza degli ascensori.

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La chiave è quel mix di tradizione e futuro con cui il team interdisciplinare «ethec» è riuscito a compiere la sintesi perfetta fra design e funzionalità. Ma la «naked» ha anche qualità che vanno al di là della semplice estetica: innanzitutto i due motori elettrici montati ai mozzi delle ruote, con un grado di efficienza tre volte superiore a quello dei tradizionali propulsori a combustione interna. Ma c'è dell'altro: un vero e proprio pallino dei giovani ricercatori era il recupero dell'energia in frenata. Quest'ultima agisce al 75% sulla ruota anteriore e pertanto il motorino anteriore della «ethec» riesce a generare energia elettrica per ricaricare le batterie, evitando la dispersione sotto forma di calore tipica dei sistemi frenanti tradizionali.

Test pratico superato

Il prototipo perfettamente operativo ha già superato i primi test pratici. E i risultati sono molto promettenti: la moto elettrica ha fatto segnare nove secondi nell'accelerazione da 0 a 100 km/h, con una velocità massima rilevata di 128 km/h. Va ricordato tuttavia che il regime dei motori è stato limitato in occasione del test e che la velocità di punta potenziale è superiore a 140 km/h. «Ma esistono sicuramente margini di miglioramento» confida Jan Schubert, membro di ethec. Ad esempio, allo stato attuale delle conoscenze, si potrebbe ridurre la massa complessiva della motocicletta di oltre il 10%, incrementando di rimando accelerazione e velocità massima, come pure l'autonomia del mezzo. «Anche motori e sistema di recupero energia possono essere ulteriormente sviluppati e migliorati». Pertanto il prossimo anno ethec dovrebbe passare alla «fase due»: i risultati sono attesi con grande trepidazione.

I dati raccolti sulla tecnologia di recupero sono interessanti anche per Schindler, che da alcuni anni propone impianti particolarmente efficienti, in grado di recuperare nello stesso modo energia elettrica in frenata. Sponsorizzare un progetto tanto innovativo è stata pertanto una conseguenza assolutamente logica.

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